Touch & Feel

Sensibilizzare e raffinare la capacità di ascolto del corpo umano attraverso lo strumento che esprime la sintesi dei nostri sensi: ”le mani”.
Attraverso un percorso specifico ogni partecipante, potrà sperimentare con gradualità, come riconoscere le alterazioni tissutali della fascia.
“Blocchi strutturali” di varia origine, determinano una perdita di fluidità e di funzionalità dei tessuti con conseguenti problematiche a vario livello: dolori muscolari, edemi, ristagni di liquidi, dolori articolari ecc.
Per mezzo di un’osservazione guidata e della pratica si studierà:
  1. Come comprendere le tensioni che impediscono alla struttura corporea di ottenere un miglior bilanciamento.
  2. Come comprendere le densità fisiologicamente poco funzionali e come trattarle.
  3. Come portare le singole parti del corpo ad avere un’elasticità che consenta all’insieme della struttura di muoversi con una nuova vitalità.
  4. Che ruolo ha il toccare in una relazione e come essere e rimanere neutri.
  5. Useremo le nostre personali percezioni per feedback reciproci.
Più in dettaglio
  1. Le mani.
Come tratto le densità del tessuto, le disomogeneità, le tensioni o comunque la percezione di tessuti che mi lasciano interrogativi?
Posso trattarli in maniera diretta: sento e forzo al rilascio. E’ un modo invasivo.
Posso trattarli in maniera indiretta: ascolto, assecondo il tessuto, lo porto in “barriera” e aspetto. E’ una maniera che chiede tempo o abilità superiori.
Noi useremo la metà strada, non saremo né troppo invasivi né troppo attendisti.
  1. La testa.
“Dove è la mia mente mentre lavoro?” Sto pensando alla relazione con la persona o sto relazionandomi col tessuto? Se mi relaziono con la persona, se ascolto chiacchiere e mi ci perdo, se temo di essere giudicato, , se mi mette ansia il non riuscire, ecc, allora facilmente perdo l’ INTENZIONE ossia il mio fine e il dialogo col tessuto.
  1. La vista
Ho valutato il cliente solo attraverso la vista e ho determinato con la vista il da farsi? Facilmente sbaglio. Il bodyreading è cosa complessa e non si può usarla come unico strumento. La vista è uno dei sensi più inquinati. Guardo e credo di sapere. San Tommaso voleva toccare. Ma anche nel tocco San Tommaso si fermava a sentire un’esistenza. Noi dobbiamo sentire “come sta dentro” quell’esistenza. E soprattutto, sentendo, capire cosa fare.
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