Out-of-body: fine dell’illusione

Cosa succede nel cervello quando una persona ha una esperienza fuori dal corpo? Fine dell’illusione di essere dei miracolati. :-)
Partiamo dalle ricerce di Arvid Guterstam, neuroscienziato presso il Karolinska Institutet in Svezia, e co-autore dello studio pubblicato oggi (30 Aprile 2015) sulla rivista Current Biology.
L’esperienza cosciente di dove si trova il proprio corpo nasce da attività nelle aree cerebrali coinvolte nei sentimenti di controllo del corpo e nelle regioni cerebrali che contengono cellule note per essere coinvolte nell’orientamento spaziale. Il lavoro svolto su animali aveva mostrato che queste cellule, soprannominate “le cellule GPS,” hanno un ruolo chiave negli spostamenti e nella memoria, un risultato per il quale è stato assegnato il Premio Nobel per la fisiologia e la medicina nel 2014.
Questi studi vedono animali coinvolti in un labirinto virtuale mentre degli elettrodi sono collegati al loro cervello. Per capire meglio come funziona il processo peró ad un certo punto sono state usate delle persone scansionando le aree cerebrali di persone, mentre stavano vivendo l’illusione di essere al di fuori del corpo.
In un nuovo studio, i ricercatori hanno sviluppato la cosiddetta ” illusione della mano di gomma “: una persona indossa i google grass e vede una mano di gomma cha viene accarezzata, mentre un ricercatore, che resta fuori campo, accarezza la mano del partecipante. Il partecipante ha la sensazione che la mano di gomma sia la propria.
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I ricercatori hanno utilizzato una tecnica simile anche per dare alla gente la sensazione di avere il corpo di un manichino, o un corpo invisibile, come hanno descritto su Scientific Reports.
Poi han dato ai partecipanti l’illusione che i loro corpi si trovassero in una zona della stanza diversa da dove fossero realmente. Quindi hanno esaminato l’attività cerebrale per scoprire quali regioni del cervello siano state coinvolte nella percezione su dove fosse il loro corpo.
Nell’ultimo esperimento, i partecipanti erano sottoposti anche a uno scanner MRI (Magnetic Resonance Imaging) mentre indossano un display che mostra loro dei video: sono delle riprese da telecamere che stanno in vari punti della stanza. Le telecamere sono posizionate verso il corpo di un estraneo, mentre un’immagine del corpo del partecipante sta sullo sfondo.
Per produrre l’illusione di fuori dal corpo i ricercatori hanno toccato il corpo dei partecipanti con una canna mentre contemporaneamente veniva toccato il corpo della persona estranea. Ció ha prodotto nei partecipanti l’illusione che il loro corpo fosse in una parte diversa della stanza rispetto a dove era in realtà. I ricercatori hanno poi analizzato l’attività cerebrale dei lobi temporali e parietali e hanno scoperto che l’ippocampo, una regione in cui sono state trovate cellule GPS, è coinvolto nella percezione della posizione del corpo. Hanno inoltre scoperto che una regione del cervello chiamata corteccia cingolata posteriore è quella che unisce la percezione di dove ci si trova con la sensazione di possedere un corpo.
Dal punto di vista medico questo introduce possibili cure per le persone che hanno le crisi epilettiche che interessano solo una metà del cervello, così come le persone affette da schizofrenia. Queste sono le piú coinvolte nelle percezioni di out-of-body. Questo studio inoltre puó anche aiutare a capire meglio l’effetto dell’anestetico ketamina che può indurre simili sensazioni.