Lettura psicocorporea

[Bozza in corso di aggiornamento]
Da molti anni, da quando la medicina ha scoperto la psiche, la usa per infilarci le diagnosi che non riesce a fare o quando la pigrizia impedisce la ricerca. Un tempo per le donne era l’etichetta di “hystéria”, poi é diventato un bisex “esaurimento nervoso”, “sono i nervi”, “é la testa” . Infine: “é una questione psicologica”. Oggi applica etichette anche chi non sopporta di sentirsi non-capace o ignorante, ossia un narcisista. Narciso in odore di patologia dato che gioca con la salute. Quello stesso professionista che cura l’informazione ma non la conoscenza.
Mai e poi mai Freud si mise a fare letture psicocorporee, né lo fecero i grandi della psicologia e psicoanalisi.
Lo fece Reich uno psichiatra che nei suoi ultimi anni vedeva extraterrestri, soffrí di paranoie e deliri narcisistici. Lo fece Lowen ed il suo libro, “Linguaggio del corpo” ebbe un successo enorme.  Dimenticando totalmente Groddeck. Come se noi facessimo posturale ignorando Méziéres o Ida Rolf.
Lowen focalizzó la propria attenzione sul grounding, ossia sul radicamento a terra. Divise i corpi secondo 5 posture : schizoide, orale, psicopatico, masochista, rigido. E dunque  diffuse un “ti guardo e so chi sei” di poco sopportabile presunzione. Potremmo metterci a fare una diagnosi sul diagnosticante.  In veritá questo, insieme al resto, provocó grandi litigi con Ida Rolf che invece vedeva il corpo centrato su bacino in linea con la forza gravitaria e il piede. E l’appoggio come spinta energetica verso l’alto, per opporsi al collassamento provocato negli anni dalla gravitá. Se radichiamo il piede, manca la spinta e affondiamo. Per assurdo radicare spinge a collassare. (Guardare gli articoli su Hubert Godard per rendersi conto della differenza fra lievitá del gesto e radicamento)
Le teorie facili sono sempre molto diffondibili. E’assai piú semplice aderire a Lowen che, es. affrontare la teoria dell’attaccamento di Bowlby. E cosí una larghissima parte di chi lavora con il corpo ignoró o trascuró che la psicosomatica é sposata con il simbolo. Ma il simbolo ci porta al sogno: ognuno il proprio.
Nel sogno siamo noi i registi, gli sceneggiatori, gli attori. L’inconscio non é generoso, non sogna gli altri se non nel proprio interesse. E dunque quando io sogno Mario che uccide Carlotta, io ho creato scena e trama, io posso essere chiunque fra i due o tutti e due (condensazione). Con buona pace di chi chiede “ho sognato questo, cosa vuol dire?”.  Solo io posso sapere cosa volevo dire e solo semmai l’analisi personale districa la matassa.
Parimenti col corpo. Nessuno ci dice che l’atteggiamento delle spalle arrotate e la cifosi dorsale corrisponda a un depresso, potrebbe tranquillamente corrispondere a un vendicativo-aggressivo, dipende dal senso che la persona dá alla propia postura. Non da come é dentro ma da come pensa che si debba o possa vivere il modo. E questo ci porta a..
I modelli e dalle matrici. Un bambino copia i genitori, copia modelli, ripete gesti, lavori, posture, modi di essere. Non assorbe solo modi di amare, sentimenti, reazioni ad essi. Assorbe anche i corpi. Di questo ce ne dimentichiamo continuamente.  Ancora non basta.
Un bambino vive in un contesto fisico: in spiaggia o sui monti, cammina scalzo, gli mettono delle scarpette, porta cartelle, libri, zaini, sci. Siede in un banco, dorme in un certo letto. Tutto questo crea un assetto indipendentemente da cosa gli passa per la testa. Un indiano in Italia prende la fisicitá di un europeo. In India conserva la fisicitá filiforme dell’indiano.
Ci dimentichiamo poi che quando il corpo dell’altro non c’é piú, quando ci sono separazioni, morti, abbandoni,  il corpo “abbandonato” reagisce al lutto, opera una elaborazione che passa per una qualche incorporazione del perduto. Un modo di farlo rivivere internamente, di opporsi e negare. Incorporando, forse soprattutto i lati negativi, quelli che erano meno sopportati, in un tentativo di appianare le divergenze e pacificarsi.  Tuttavia ancora non basta.
Quel bambino che ha assorbito un modello, ha degli incidenti, dei lutti, subisce dei traumi e il suo corpo reagisce al dolore con posizioni di difesa.  O semplicemente il nostro bambino cresciuto fa dei lavori a postura obbligata. Tutti sappiamo che un violinista ha un assetto in rotazione e controrotazione, lo stesso un golfista o un magazziniere che scarica e carica. Sappiamo che un camionista avrá per forza uno psoas corto e dunque una cifosi dorsale senza neppure avere un filo di depressione. Un postino che smista corrispondenza davanti a un casellario, potrá avere un assetto rigido senza essere un militare. Un militare che lavora al computer tutto il giorno, non avrá mai una postura “militare”, uno skipper avrá torace, dorsali e braccia ipertoniche senza essere definibile “psicopatico”.  E via discorrendo.
Per sorridere: un gruppo di studenti inglesi ha pubblicato sul British Medical Journal la cartella clinica di Gollum, il personaggio strisciante di Tolkien. Ebbene la schizofrenia sarebbe l’esito della mancanza di vitamina B-12, nutrendosi solo di pesce e carne cruda,  la carenza di ferro provocherebbe problemi alla cheratina (pelle e capelli), l’ipertiroidismo  insonnia e iperattivitá, e la porfiria (malattia ereditaria metabolica) darebbe la fotofobia.  In altre parole Gollum se avesse fatto terapia posturale o psicoterapia avrebbe buttato soldi al vento.
E dunque a questo punto NON possiamo assolutamente fare diagnosi facili per un motivo estremamente banale a dirsi:  siamo di fronte alla COMPLESSITA’. E’ chiaro che piú i periodi storici sono con-fusi, (parafrasando Battisti: tu chiamalo se vuoi “globalizzazione”), piú cerchiamo la semplificazione, piú ci aggrappiamo a qualcosa che riteniamo gestibile. In questo modo peró facciamo grandemente il gioco della con-fusione che alimenta la semplificazione.  Il web si é riempito di soluzioni “alla portata di mano” e “fai da te” e  con una deprofessionalizzazione generalizzata. Migliaia, milioni di “lo so io” percorrono Facebook. Il web stesso impedisce sempre di piú: un tempo la Libreria del Congresso aveva moltissimo sul web, oggi no. Elsevier, mega editore scientifico, non era a pagamento almeno negli archivi, oggi lo é. Egli é quota responsabile della morte di Aaron Schwartz. https://it.wikiquote.org/wiki/Aaron_Swartz
La cultura é diventata proprietá privata e COSTA. L’abbonamento al Journal of Bodywork Therapies ci costa 600 euro. Quanti Journal possiamo sottoscrivere? Le biblioteche non possono piú sostenere i costi delle riviste scientifiche.  E quando il professionista invece di affrontare la complessitá si de-professionalizza non fa altro che spingere verso ulteriori semplificazioni.  Arriviamo in questo modo agli “idioti” di Umberto Eco.
Ma perché questo articolo? Perché cercavamo in rete esercizi di sblocco della sacroiliaca in situazioni di emergenza. Qualcosa tipo “come sbloccarsi da soli un blocco sacroiliaco” [Non cosa da poco, sappiamo bene che se capita quando siamo soli rischiamo di restare semiparalizzati. Se hai una soluzione comunicacela e la pubblichiamo]. Cercando abbiamo trovato in rete un disegno molto carino, questo:
sacroileite1 Ecco gli effetti posturali “depressi” della fusione di due articolazioni costovertebrali, vertebrali e della sacroiliaca. Questa persona semplicemente e probabilmente ha portato troppi pesi o ha fatto un lavoro da seduto per moltissime ore.
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L.D.