Come diventare massaggiatori

Ci vengono chieste continuamente informazioni in merito e dunque  riscriviamo daccapo gli step per diventare massaggiatori. Questa pagina é aggiornata al maggio 2017.
Premessa: stiamo cominciando a trovare un a esorbitante offerta di corsi di massaggio, promozioni e tutto un filome commerciale che ci fa dubitare trantissimo della serietá di questo mercato. Quindi, ossservando i quesiti in forum e gruppi vari proviamo a ricapitolare.
========SUMMA TEOLOGICA ==============
1* VERIFICA tutto quello che ti dicono (anche qui) con informazioni incrociate. Dubita!
2* armati di pazienza e prova a leggere quello che c’é sotto.
Devi partire da cosa hai in mano: diploma inferiore o superiore? Se hai il diploma inferiore continua a leggere, se hai il diploma di scuola superiore salta a metá pagina.
======Diploma Inferiore======
Hai due scelte.
Scelta 1. Puoi fare estetica .  Non entrerai nel terapeutico-sanitario.
Per arrivare a una certificazione di estetista che permetta il lavoro autonomo devi fare 2 anni + 1. La professione appartiene al settore delle professioni regolamentate. Le professioni regolamentate sono quelle regolate da leggi dello Stato e hanno norme che definiscono come si accede alla professione e come si esercita. Sono regolamentate tutte le sanitarie (medici, veterinari, fisioterapisti, infermieri, ecc) ma anche architetti, ingegneri, geometri, estetiste ecc. Si potrebbe dire tutte quelle che possono metterne in pericolo l’incolumitá delle persone.
Devi solo fare attenzione che la scuola sia seria. NON pensare MAI di essere in grado di fare terapeutico. La distanza fra quello che insegnano oggi nelle scuole di estetica e il terapeutico é siderale, qualsiasi cosa ti raccontino. Ció non toglie che ci siano estetiste arrivate persino a fare Rolfing. Ma si contano su una mano.
Scelta 2. Puoi fare l’operatore del benessere/olistico. Appartengono a questa vasta categoria tutte quelle professioni che non hanno un regolamento, vale a dire che non c’é un percorso obbligatorio stabilito.  Interessa i riflessologi come i naturopati, chi fa shiatsu come gli osteopati (a oggi).  Puoi fare 3 gg o 3 anni di corso o non farlo per niente e dichiararti massaggiatore leggendo “Chi”. Puoi fare un corso  alle Acli, alle camere di Commercio, in parrocchia, al Centro Quiquoqua…Sta nella tua serietá. Avrai un certificato culturale che NON é abilitante in quanto NON é richiesta alcuna abilitazione.
Le certificazioni “del benessere” consentono di lavorare:
a) come dipendente in situazioni non sanitarie (centri benessere, spa, estetiste, ecc)
b) come professionista autonomo in un proprio studio.
In ogni caso fare la massima attenzione alle normative regionali e comunali che sono in continuo movimento.
Per es.  Milano ha ristretto le norme per limitare i centri massaggi cinesi e relativa prostituzione.
In Veneto invece serve avere un’estetista responsabile. Anni fa la Toscana voleva una certificazione attestante 600 ore di scuola con tirocinio in massaggio.

========due commenti a quanto sopra======

Nota 1
Una legge del 2013  “Disposizioni in materia di professioni non regolamentate” é stata vista come liberatoria. Quella legge tanto sbandierata dice quello che era gia’ consolidato e ovvio: le professioni non regolamentate sono libere professioni. Non hanno una legge che le definisca, un percorso obbligato, un mansionario.  Su di esse lo Stato non ha legiferato come invece per le regolamentate (dalle estetiste agli architetti, dai veterinari alle ostetriche). Domattina ci si puo’ alzare e fare il counselor, il massaggiatore, il docente di massaggio, il potatore di pioppi o il gattoterapista con relativi “albi” e associazioni. Sono tutte cose privatistiche.  E’ ben spiegato in un articolo Jobtel che copiamo in fondo.
Dubita davanti a queste cose:
–  scuole che si basano su questa legge per vendere dei corsi.
– chi vanta corsi per certificarsi come massaggiatore sportivo (e’ una professione normata!)
– programmi sottodimensionati. Non si puó fare posturale in 2 giorni, o linfodrenaggio in 3 giorni  e via discorrendo.
– corsi di massaggio con diplomi “riconosciuti”. In questo settore nulla! e’ veramente “riconosciuto” nel senso comune del termine che e’ sinonimo di “autorizzato”.  Sono tutte certificazioni private e, come disse un tale, servono a fare carta da parati. Anche se le rilascia lo Csen o il Vaticano. Credici.
Nota 2    Gli accordi di Lisbona sono quelli che regolano le libere professioni.  Riguardano tantissime regole che organizzano la Comunitá Europea. Gli accordi hanno stabilito che ogni lavoratore che voglia spendersi sul territorio europeo (quindi anche italiano) dovrebbe  farsi un Libretto Formativo. https://it.wikipedia.org/wiki/Libretto_formativo  Il LF vale per chiunque ma é chiaro che aiuta di piú la’ dove certificazioni e/o  istruzione sono scarse. Se la Regione ha emesso un proprio libretto formativo si puó usare quello, altrimenti si puó farselo, basta cercare in rete un fac simile.  In Italia ha avuto un certo successo in Veneto e altre aree proiettate verso l’Europa ma fuori da quell’ambito non sanno neppure cosa sia. Ha certamente senso se si va a lavorare all’estero.
======Istruzione Superiore=======
Qui la domanda che il nostro massaggiatore deve farsi é: voglio entrare nel sanitario o no?
No: allora van bene tutte le opzioni dette sopra e torniamo su.
Sí: il campo si riduce e si complica. Abbiamo:
a)Fisioterapia all’Universitá ma é a numero chiuso e soprattutto non é un percorso per massaggiatori: in 3 anni farai, se ti va piú che benissimo, 30 ore di massaggio contro le minimo 800-1600 richieste per sbozzare  la professione. Ma puó capitarti di non fare neppure un’ora e alla fine ti toccherá fare MCB o qualche tristissimo corsetto degli ECM.   [Opinione nostra: non cercare strade tipo Chiasso, Romania, Spagna, Bulgaria, Albania..sono strade carissime e/o precarie, oggetto di troppe polemiche]
b) La scuola per massofisioterapisti, ma é stata bersagliata da infinite faccende legali ed é talmente cara da essere una strada difficile nonche’ incongura.  A quel prezzo ci rientra MCB e a seguire una scuola bi/triennale di specializzazione in fasciale, posturale o altro. Per di piu’ l’ADE non concede alla figura di fatturare in esenzione iva, cosa che hanno tutte le figure sanitarie.
c) Il Massoterapista, dizione corta per esprimere il “Massaggiatore e Capo Bagnino degli Stabilimenti Idrotermali” (MCB). La professione e’ nata nel 1928 come versione italiana del tedesco “Masseur und Bademeister” dove il Bademeister sarebbe l’idroterapista. Ma tant’ e’. Questa professione é “arte ausiliaria delle professioni sanitarie”, quindi sanitaria.
Eccola qui a fondo pagina.  http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsp?lingua=italiano&id=91&area=professioni-sanitarie&menu=vuoto
La scuola per MCB e’ ad oggi l’ unica che rilascia un diploma abilitante a livello nazionale ed europeo.
Si tratta dunque di trovare la meno cara; sono tutte private e la formazione e’ “bof”.
Nel senso che noi, vedendo prospetticamente a quali cose puo’ arrivare un massaggio terapeutico, riteniamo quello il momento dell’alfabeto.
Tutte queste scuole a oggi  sono in Lombardia e forse una ad Isernia (controllare).
Cosa farai col diploma MCB.
a) lavoro dipendente. Metá degli MCB lavora con le squadre o negli studi medici o nei centri benessere. Alcuni alle terme.
b) lavoro autonomo con studio proprio.
Per fare lavoro autonomo serve la partita IVA e una serie di piccole incombenze che mettiamo su questa pagina:  https://bodyworking.wordpress.com/inizio-attivita-mcb
Il problema della figura nasce dal fatto che il legislatore la vede *servente* di una figura sanitaria superiore, che sia fisioterapista, medico, fisiatra, ortopedico o che. In quanto “servente”, una certa interpretazione rigida dice che non va lasciato solo, quindi non é un autonomo.
Pare un pó il dibattito sul nulla. Siccome per un terapeutico serve una prescrizione, c’é sempre un medico che ha la responsabilitá.  Con la prescrizione in mano  non é detto che il lavoro debba avvenire per forza presso il medico piuttosto che in uno spogliatoio, sul campo sportivo, su una nave o nel proprio studio. Alternativa: ci si prende un Direttore sanitario e la si chiude lí. Se 2-3 professionisti si dividono i locali e si pagano un Direttore Sanitario, ossia un giovane laureato disoccupato, costa meno della bolletta della luce. Crudele ma vero.
Questioni collaterali.
1.MCB e la terapia fisica (macchine).
Da molte parti si nega la possibilitá per un MCB di fare terapia fisica, tuttavia é noto che buona parte lavora con le macchine, per lo piú quelle dell’estetica,  quindi non si vede perché un’estetista sí e un MCB no. Diventa piú complesso pensare a una tecar e simili. La cosa é dibattuta ma pare concretamente possibile.
2. Ci dicono che esistono scuole e corsi (a volte istituiti persino dalle Regioni, es. Sicilia e Campania) che forniscono un titolo, di “operatore olistico”, “massaggiatore del benessere” “massoterapista”, ecc. Sono abusi. Sono titoli culturali ma NON abilitanti alla professione e soprattutto NON possono includere la terapia. Chi non fosse convinto faccia un quesito al Ministero della Salute. Ci impiegano mesi ma rispondono.

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Jobtel [la pagina sparita]

Arti e professioni   Arriva la legge per i professionisti senz’Albo: nuove regole per un milione e mezzo di operatori.
La commissione Attività produttive della Camera ha infatti approvato il 19 dicembre 2012 la normache li riguarda. È la prima volta che tutte le “arti e professioni” che sono nate negli ultimi anni hanno trovato una norma che li riconosce.La legge, definita Disposizioni in materia di professioni non regolamentate, sancisce, in 11 articoli, regole non obbligatorie, per l’esercizio dell’attività nel mercato. Stiamo parlando di attività che esistono, alcune da molti anni, altre più recenti, e che “sul campo” hanno trovato una loro clientela, come gli osteopati, i grafologi, i sociologi, i kinesiterapisti, i councelor, gli amministratori di condominio e molti altri.
A creare le condizioni per giungere ad avere una legge ad hoc è stata l’Unione Europea, che da tempo sta lavorando per facilitare la libera circolazione del lavoro.
La nuova legge  non impone nulla, a partire dall’iscrizione a un’associazione (obbligo che, invece, esiste negli Ordini); lascia ampia libertà di scelta, indicando, però, il sentiero da seguire. Non esiste, dunque, l’obbligo di essere iscritto a un’associazione, ma chi sceglie di farlo deve attenersi ad alcune regole. Così come la stessa associazione ha l’obbligo di svolgere una serie di compiti che vanno dalla formazione, alla gestione delle controversie. Finora ogni professione non regolamentata si è mossa da sola per cercare di porre le basi per un’offerta di qualità. Una strategia scelta da alcune di loro è stata quella di rivolgersi all’Uni (l’Ente nazionale di normazione) per avere una norma tecnica.
Si introduce il principio del libero esercizio della professione fondato sull’autonomia, sulle competenze e sull’indipendenza di giudizio intellettuale e tecnica del professionista. Si consente inoltre al professionista di scegliere la forma in cui esercitare la propria professione riconoscendo l’esercizio di questa sia in forma individuale, che associata o societaria o nella forma di lavoro dipendente. I professionisti possono costituire associazioni professionali (con natura privatistica, fondate su base volontaria e senza alcun vincolo di rappresentanza esclusiva) con il fine di valorizzare le competenze degli associati, diffondere tra essi il rispetto di regole deontologiche, favorendo la scelta e la tutela degli utenti nel rispetto delle regole sulla concorrenza.
Le associazioni possono costituire forme aggregative che rappresentano le associazioni aderenti, agiscono in piena indipendenza ed imparzialità e sono soggetti autonomi rispetto alle associazioni professionali che le compongono, con funzioni di promozione e qualificazione delle attività professionali che rappresentano, nonché di divulgazione delle informazioni e delle conoscenze ad esse connesse e di rappresentanza delle istanze comuni nelle sedi politiche e istituzionali.
Nei prossimi mesi il Ministero dello Sviluppo economico provvederà a redigere l’elenco delle professioni nel quale sicuramente rientreranno ad esempio tributaristi e amministratori di condominio.
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