Come diventare massaggiatori

Questa pagina é aggiornata al maggio 2019.
Premessa:proviamo a trovare un filo di correttezza di fronte alla esorbitante offerta di corsi di massaggio, promozioni e sbandieramenti commerciali.
========SUMMA TEOLOGICA ==============
1* VERIFICA tutto quello che ti dicono (anche qui) con informazioni incrociate. Dubita! E NON scegliere MAI i primi risultati di google: sono pagati. [https://bodyworking.wordpress.com/come-scegliere-una-scuola]
2* armati di pazienza e prova a leggere quello che c’é sotto.
Devi partire da cosa hai in mano: diploma inferiore o superiore? Se hai il diploma inferiore continua a leggere, se hai il diploma di scuola superiore salta a metá pagina.
======Diploma Inferiore======
Hai due scelte.
Scelta 1. Puoi fare estetica .  Non entrerai nel terapeutico-sanitario.
Puoi esercitare in autonomia e non da dipendente se fai anche il terzo anno.  (2 anni + 1) La professione appartiene al settore delle professioni regolamentate, quelle regolate da leggi dello Stato. Sono regolamentate tutte le sanitarie (medici, veterinari, fisioterapisti, infermieri, ecc) ma anche architetti, ingegneri, geometri, estetiste ecc.  Qui il .pdf con l’elenco delle regolamentate. http://www.politicheeuropee.gov.it/it/attivita/mercato-interno/riconoscimento-qualifiche-professionali/professioni-regolamentate/     NON confondere le regolamentate con le leggi che disciplinano un lavoro!
Scelta 2. Puoi fare l’operatore del benessere/olistico.  Questa categoria non ha un regolamento, non c’é un percorso obbligatorio stabilito.  Una legge del 2013  “Disposizioni in materia di professioni non regolamentate” é stata vista come istituzione di un inquadramento.  Quella legge dice quello che c’era anche prima: le professioni non regolamentate sono libere professioni. Non hanno una legge, un percorso obbligato, un mansionario. E’ ben spiegato in un articolo Jobtel che copiamo in fondo.
Interessa i riflessologi, i naturopati, gli osteopati (finchè non li inquadrano), i massaggiatori, ecc.  Puoi fare il corso con lo Csen, il Vaticano, il dopolavoro ferroviario o stamparti in casa il diploma di un corso mai fatto.  TUTTI i certificati emessi in questo settore sono fumo. TUTTI
Ti han promesso un “diploma valido su tutto il territorio nazionale”? Un diploma “riconosciuto”?  Un diploma riconosciuto all’ estero dalla famosissima Unnomeacaso? Ti hanno turlupinato. Non esiste scuola, corso, certificato che autorizzi a qualcosa. Lo ripetiamo: il certificato puoi anche fartelo in casa, sta nella tua serietà.
In questo settore lavori come  dipendente (centri benessere, spa, estetiste, ecc) o come professionista con partita IVA.
======Istruzione Superiore=======
Qui la domanda che il nostro massaggiatore deve farsi é: voglio entrare nel sanitario o no?
No: allora torniamo su.
Sí: il campo si riduce e si complica. Abbiamo:
a)Fisioterapia all’Universitá. E’ a numero chiuso e soprattutto non é un percorso per massaggiatori: in 3 anni farai, se ti va piú che benissimo, 30 ore di massaggio contro le minimo 800  richieste per sbozzare  la professione.
b) La scuola per massofisioterapisti. Una follia di costo e in chiusura. Forse qualche corso funziona ancora ma ad esaurimento.
c) Il Massoterapista o “Massaggiatore e Capo Bagnino degli Stabilimenti Idrotermali” (MCB). La professione e’ nata nel 1928 come versione italiana del tedesco “Masseur und Bademeister” dove il Bademeister è l’idroterapista. Questa professione è “arte ausiliaria delle professioni sanitarie”, quindi sanitaria.
Eccola qui riconosciuta a fondo pagina.  http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsp?lingua=italiano&id=91&area=professioni-sanitarie&menu=vuoto
La scuola per MCB e’ ad oggi l’ unica che rilascia un diploma abilitante a livello nazionale ed europeo.
Si tratta dunque di trovare la meno cara.
Le scuole a oggi  sono solo in Lombardia e in Molise.
Cosa farai col diploma MCB.
a) Lavoro dipendente. Metá degli MCB lavora con le squadre o negli studi medici o nei centri benessere. Alcuni alle terme.
b) Lavoro autonomo con studio proprio.
Per fare lavoro autonomo serve la partita IVA e una serie di piccole incombenze che mettiamo su questa pagina:  https://bodyworking.wordpress.com/inizio-attivita-mcb
Questioni collaterali.
1.MCB e la terapia fisica (macchine).
Da molte parti si nega la possibilitá di fare terapia fisica, tuttavia é noto che buona parte lavora con le macchine, per lo piú quelle dell’estetica,  quindi non si vede perché un’estetista sí e un MCB no. Diventa piú complesso pensare a una tecar e simili. La cosa é dibattuta ma pare concretamente possibile.  [Edit 2019: ci sono delle sentenze che consentono la Tecar e altri strumenti basandosi sul fatto che la legge del 1928 nulla diceva in merito (ovvio) e mai sono state espressamente vietate.]
2. Ci dicono che esistono scuole e corsi (a volte istituiti persino dalle Regioni, es. Sicilia e Campania) che forniscono un titolo, di “operatore olistico”, “massaggiatore del benessere” “massoterapista”, ecc. Sono abusi. Sono titoli culturali ma NON abilitanti alla professione e soprattutto NON possono includere la terapia. Chi non fosse convinto faccia un quesito al Ministero della Salute. Ci impiegano mesi ma rispondono.

==================

HAI VISTO QUESTA PAGINA?

====================

Jobtel [la pagina sparita]

Arti e professioni   Arriva la legge per i professionisti senz’Albo: nuove regole per un milione e mezzo di operatori.
La commissione Attività produttive della Camera ha infatti approvato il 19 dicembre 2012 la normache li riguarda. È la prima volta che tutte le “arti e professioni” che sono nate negli ultimi anni hanno trovato una norma che li riconosce.La legge, definita Disposizioni in materia di professioni non regolamentate, sancisce, in 11 articoli, regole non obbligatorie, per l’esercizio dell’attività nel mercato. Stiamo parlando di attività che esistono, alcune da molti anni, altre più recenti, e che “sul campo” hanno trovato una loro clientela, come gli osteopati, i grafologi, i sociologi, i kinesiterapisti, i councelor, gli amministratori di condominio e molti altri.
A creare le condizioni per giungere ad avere una legge ad hoc è stata l’Unione Europea, che da tempo sta lavorando per facilitare la libera circolazione del lavoro.
La nuova legge  non impone nulla, a partire dall’iscrizione a un’associazione (obbligo che, invece, esiste negli Ordini); lascia ampia libertà di scelta, indicando, però, il sentiero da seguire. Non esiste, dunque, l’obbligo di essere iscritto a un’associazione, ma chi sceglie di farlo deve attenersi ad alcune regole. Così come la stessa associazione ha l’obbligo di svolgere una serie di compiti che vanno dalla formazione, alla gestione delle controversie. Finora ogni professione non regolamentata si è mossa da sola per cercare di porre le basi per un’offerta di qualità. Una strategia scelta da alcune di loro è stata quella di rivolgersi all’Uni (l’Ente nazionale di normazione) per avere una norma tecnica.
Si introduce il principio del libero esercizio della professione fondato sull’autonomia, sulle competenze e sull’indipendenza di giudizio intellettuale e tecnica del professionista. Si consente inoltre al professionista di scegliere la forma in cui esercitare la propria professione riconoscendo l’esercizio di questa sia in forma individuale, che associata o societaria o nella forma di lavoro dipendente. I professionisti possono costituire associazioni professionali (con natura privatistica, fondate su base volontaria e senza alcun vincolo di rappresentanza esclusiva) con il fine di valorizzare le competenze degli associati, diffondere tra essi il rispetto di regole deontologiche, favorendo la scelta e la tutela degli utenti nel rispetto delle regole sulla concorrenza.
Le associazioni possono costituire forme aggregative che rappresentano le associazioni aderenti, agiscono in piena indipendenza ed imparzialità e sono soggetti autonomi rispetto alle associazioni professionali che le compongono, con funzioni di promozione e qualificazione delle attività professionali che rappresentano, nonché di divulgazione delle informazioni e delle conoscenze ad esse connesse e di rappresentanza delle istanze comuni nelle sedi politiche e istituzionali.
Nei prossimi mesi il Ministero dello Sviluppo economico provvederà a redigere l’elenco delle professioni nel quale sicuramente rientreranno ad esempio tributaristi e amministratori di condominio.
 =======