Note aggiornate sul tessuto connettivo

[I corsisti di Deep devono leggerlo come parte integrante della dispensa]
Gli studi di Helene Langevin
https://en.wikipedia.org/wiki/Helene_Langevin
IntegrinIl connettivo tiene assieme la coscia alla gamba; la mano al braccio; lo sterno alla clavicola.Permette ai muscoli di scivolare uno sull’altro. Funziona come una ragnatela tenendo in sospensione gli organi e, come un adesivo mantiene le cellule unite una all’altra, permettendo loro di comunicare reciprocamente.
Il tessuto connettivo è sicuramente uno dei componenti più integrati nella macchina umana.
Questo tessuto è così esteso e presente da per tutto che se dovessimo perdere tutti gli organi, muscoli, nervi e sistema vascolare nel nostro corpo, manterremmo ancora la stessa forma.
Nonostante le evidenze incontrovertibili del suo ruolo primario nei dolori cronici ed in altre malattie, non è ancora stato studiato a fondo. H.Langevin dice “Sono arrivata allo studio del Tessuto Connettivo in maniera quasi causale come endocrinologa clinica. In agopuntura l’ago é inserito nel corpo del paziente, in modo da provocare una sensazione di leggero fastidio/dolore locale che puó propagarsi anche a punti distanti da dove l’ago e’ stato inserito: l’ago viene tirato dal tessuto sottostante, come il muscolo che si attorciglia attorno all’ago. Dubitai di questo in quanto lo sentivo anche dove non c’erano muscoli come per esempio il polso. L’ago doveva interagire con qualcos’altro, ovvero il tessuto connettivo.
Al Dipartimento di Neurologia dell’Università del Vermount, ho avuto l’opportunità di studiare il fenomeno: era un fenomeno fisiologico che si poteva sperimentare, ma per il quale non c’erano spiegazioni biologiche. Siamo arrivati a misurare anche una forza meccanica di estrazione superiore ai 0,5kg. Abbiamo continuato gli esperimenti per capire cosa tratteneva l’ago così tenacemente. Grazie all’uso del microscopio si notava che, una volta inserito l’ago nella carne e ruotato, il tessuto connettivo si avvinghiava attorno l’ago. Anche un movimento piccolo sull’ago faceva si che il tessuto connettivo si stringesse sull’ago, come gli spaghetti attorno alla forchetta. Lo abbiamo confermato poi con gli ultrasuoni.”
Il tessuto connettivo è sempre stato relegato al ruolo passivo di membrana viscoelastica nei modelli tradizionali di biomeccanica, ma i ricercatori stanno ora dimostrando quanti sistemi del corpo subiscono il cambiamento meccanico di questo tessuto e alcune di queste scoperte trovano utilizzo nella pratica della clinica giornaliera.
Questo tessuto è un po’ l’orfano della medicina tradizionale; pur essendo parte integrante del sistema muscolo scheletrico, è di fatto assente dai libri di ortopedia i quali si interessano principalmente di ossa, cartilagini e muscoli. L’interesse ortopedico è quasi esclusivamente ristretto al “Tessuto Connettivo Specializzato” tendini e legamenti. Al restante connettivo, conosciuto anche come Fascia che avvolge i muscoli, i nervi, le ossa, le vene e le arterie, viene riservato si e no un paragrafetto e su alcuni libri non è nemmeno menzionato.
L’interesse in questo campo cresce di giorno in giorno. Un area di particolare interesse a livello cellulare è lo studio della meccano-trasduzione come la famiglia delle integrine [1] che forma un legame fisico e veicolo informativo tra la matrice extracellulare e l’interno della cellula.
[1. ndt] Si dice integrina, o recettore all’integrina, una glicoproteina integrale di membrana nella membrana cellulare che lega le proteine della matrice extracellulare, in particolare le fibronectine. Svolge un ruolo nel collegamento della cellula con la matrice extracellulare (MEC) e nella trasduzione del segnale dalla MEC alla cellula. Vi sono molti tipi di integrina e molte cellule ne hanno svariati tipi sulla loro superficie.
Attraverso questa connessione tra la cellula e la matrice, le cellule ricevono l’impulso meccanico e lo trasformano in risposte cellulari come:
– l’ attivazione o la disattivazione di molecole segnali;
– la dislocazione di fattori di trascrizione verso l’interno del nucleo;
– il cambiamento espressivo dei geni.
Inoltre, ci sono evidenze che supportano l’idea che questi segnali meccanici possono essere trasmessi direttamente attraverso il citoscheletro all’interno del nucleo cellulare. Alcuni dei lavori più importanti in questo campo hanno coinvolto lo studio dei fibroblasti – cellule responsabili della sintesi delle proteine che compongono la matrice extracellulare.
Queste cellule vivono all’interno della matrice che esse stesse creano e, rispondendo a stimoli meccanici, regolano il quantitativo di collagene e delle altre proteine componenti la matrice.
Inoltre producono enzimi “sciogli-matrice” in risposta ai cambiamenti cronici imposti dalle tensioni nel tessuto.
Questi cambiamenti possono essere indotti da movimenti ripetitivi e si pensa che siano un fattore importante negli infortuni professionali a carico del sistema muscolo-scheletrico quali tendiniti della spalla.
I fibroblasti hanno inoltre un ruolo di rilievo in risposta agli infortuni acuti, particolarmente quando essi si trasformano in miofibroblasti.
Prima che esistesse la chirurgia e i punti di sutura, le ferite da taglio venivano suturate dai fibroblasti i quali secernano grandi quantità di collagene che poi fanno contrarre chiudendo così la ferita. Una volta che la ferita si è richiusa i miofibroblasti muoiono formando così la cicatrice.
Comunque, durante le infiammazioni croniche, i miofibroblasti possono creare un eccesso di collagene e l’incremento della tensione sul tessuto crea le contratture che diminuiscono la possibilità di movimento dell’area interessata.
Tutte le ricerche sin d’ora compiute stanno fornendo informazioni importanti sopratutto per lo studio dei dolori cronici come, per esempio, i dolori lombari. Uno dei motivi per i quali il mal di schiena lombare è così difficile da risolvere è dato dal fatto che la maggior parte dei pazienti non ha anomalie evidenti a carico della colonna vertebrale o dei tessuti ad essa relazionati, e quindi l’origine del loro dolore è sconosciuta. Alcuni gruppi di ricercatori hanno iniziato ad investigare sulla possibilità che tale dolore sia generato dal tessuto connettivo non specializzato dislocato da entrambi i lati della colonna vertebrale. I ricercatori dell’Università di Heidelberg scoprirono nel 2008 che il tessuto connettivo contiene terminazioni nervose che possono trasmettere l’informazione del dolore durante la tensione di questo tessuto in presenza di un infiammazione. Fino ad allora, non era stato chiaro se il tessuto connettivo fosse in grado di creare tale sensazione.
Successivamente gli ultrasuoni hanno dimostrato che il tessuto connettivo che circonda i muscoli della schiena è mediamente più spesso nelle persone con il mal di schiena cronico.
In aggiunta a ciò, il tessuto connettivo di queste persone tende ad essere meno lubrificato e quindi a formare adesioni.
Malgrado la tecnologia a disposizione, la quasi totalità delle ricerche sul Tessuto Connettivo, viene tuttora svolta su tessuti ricreati in laboratorio.
Studi recenti suggeriscono che i fibroblasti si comportano in maniera molto differente a seconda che vengano cresciuti in superfici bidimensionali (in vitro) oppure in ambienti tridimensionali più vicini alla realtà. I fibroblasti all’interno del Tessuto Connettivo, anche a diversi centimetri dall’ago, iniziano a riorganizzare il loro citoscheletro interno e cambiare forma, diventando larghi e piatti. Si scoprí inoltre che era possibile ottenere lo stesso risultato mettendo il Tessuto Connettivo in tensione grazie a delle pinze e mantenendolo in tale posizione per 30minuti. E’ interessante notare che, 30 minuti è il tempo che solitamente gli aghi vengono lasciati sul corpo durante un trattamento di agopuntura.
Inoltre, se si lascia l’ago dopo averlo ruotato, esso non ritorna subito al punto di partenza. Perciò la tensione creata dall’ago introdotto nel Tessuto Connettivo rimane tale fintanto che l’ago non venga rimosso. Gli studi che sto portando avanti sul mio laboratorio sono rivolti a capire come mai i fibroblasti cambiano forma quando messi in tensione per un tempo prolungato.
Al momento abbiamo scoperto che i cambiamenti sono relazionati al rilassamento su grande scala del Tessuto Connettivo.
Inoltre i fibroblasti iniziano una riorganizzazione del citoscheletro (dipendente dalla molecola Rho) necessaria per il completo rilassamento del tessuto.
[ndt] molecola Rho:determina polimerizzazione dei filamenti di actina e induce così la formazione di fibre da stress.
Rho è una molecola intracellulare di segnalazione che gioca un ruolo importante nella motilità delle cellule e nel rimodellare la superficie proteica di quest’ultime che permette ai fibroblasti di collegarsi alla matrice. La capacità di queste molecole di cambiare la forma dei fibroblasti ci suggerisce che le cellule sono capaci di ridurre la tensione del tessuto regolando la presa sul tessuto connettivo circostante o muscolo e il cambiamento di forma è anche associato al rilascio continuato da parte dei fibroblasti di ATP.
All’interno della cellula l’ATP funge da “carburante” per la cellula, ma al di fuori della membrana cellulare, l’ATP può funzionare come molecola di segnalazione.
L’ATP al di fuori della cellula può essere convertita in altre molecole quale l’adenosina, che funziona da analgesico naturale; questo potrebbe spiegare l’effetto di riduzione di dolore riportato dal paziente dopo un trattamento di agopuntura.
La possibilità che il tessuto connettivo possa regolare in maniera dinamica il proprio livello di tensione è senza dubbio intrigante; esso potrebbe quindi mitigare le fluttuazioni di tensione all’interno del tessuto stesso. Il connettivo circonda ed avvolge nervi, vasi sanguigni e il sistema linfatico, quindi una riduzione di tensione del connettivo ha ripercussioni positive anche sulla funzione di queste strutture. E’ importante sapere che la riorganizzazione cito-scheletrica dei fibroblasti è un processo lento (ci vogliono svariati minuti) e di conseguenza questo processo si manifesta in risposta ad un cambiamento della lunghezza del connettivo mantenuta per periodi lunghi come cambiamento posturale.
Ben poco si conosce riguardo gli effetti dell’allungamento statico del tessuto connettivo, anche se lo stretching di per sé è stato studiato in maniera esaustiva per la sua rilevanza correlata al respiro, al camminare e alla funzione cardiovascolare. Dato che l’agopuntura risulta essere uno stretching connettivale sostenuto, essa è di interesse nello studio biomeccanico di tale funzione.
Nonostante la poca attenzione data al connettivo da parte della medicina convenzionale e dal campo scientifico,nella fisioterapia convenzionale è largamente condivisa l’idea che lo stretching delle cicatrici chirurgiche e dei tessuti molli delle articolazioni,induriti a causa di lunghi periodi di riposo forzato, portino ad un rimodellamento del tessuto connettivo interessato. Terapie quali il Myofascial Release ed il Rolfing si focalizzano sullo stretching come modalità di trattamento per i dolori muscolo-scheletrici, anche in assenza di infortuni o cicatrici.
Anche i meridiani dell’agopuntura probabilmente sono relazionati al tessuto connettivo, dato che i punti dove vengono inseriti gli aghi sembrano seguire le fasce del tessuto connettivo che scorrono tra i muscoli ed i muscoli e le ossa. L’80% dei punti di agopuntura sul braccio seguono il percorso tracciato dal connettivo. Questo ha un senso dato che il tessuto connettivo superficiale ospita al suo interno i vasi sanguigni e i nervi; l’effetto meccanico dell’ago sul connettivo viene trasmesso quindi direttamente ai nervi recettori.
L.D.
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